Storia del biliardo: Dalla sua origine alla sua evoluzione

Storia del biliardo: Dalla sua origine alla sua evoluzione

Il gioco del biliardo è molto diffuso e popolare in Italia. Una recente stima afferma che gli appassionati a questo sport siano circa dieci milioni. Grazie alla F.I.Bi.S. (federazione italiana biliardo sportivo) il biliardo rientra tra le discipline riconosciute dal CONI, del quale fa parte.

Le origini di questo sport sono tanto remote quanto incerte. Alcune fonti testimoniano che i primi a giocare con palle e stecche rudimentali siano stati gli antichi Romani, precisamente all’epoca del console Lucullo (151 a.C.). Altre voci invece attestano che il gioco del biliardo sia stato descritto e preservato dall’oblio grazie ad alcuni monaci.biliardo antichità

La prima testimonianza tangibile risale però all’epoca dei cavalieri Templari, nel XII secolo, i quali in Arabia appresero un gioco praticato con “mazza e palla”, che a sua volta era stato introdotto in quel loco da viaggiatori originari della Cina. Soltanto in seguito il gioco del biliardo si propagherà nelle città europee.




A contendersi l’invenzione di quello che è stato l’antenato dell’odierno gioco del biliardo sono principalmente due Paesi, Inghilterra e Francia.

Il biliardo infatti deriva dall’antichissimo gioco praticato in Francia, la “billie maille” (pallamaglio), molto simile a quello praticato in Inghilterra in quell’epoca, il croquet. Il nome Billiard compare per la prima volta su un libro di un autore ignoto, il quale esplica le regole per giocare a “billiard”, disciplina già praticata dal re francese Carlo VII, detto “il vittorioso”. La costruzione del primo biliardo rudimentale invece è attribuita ad un sarto inglese.

In forma ufficiale però, il primo biliardo di cui abbiamo notizie certe fu quello costruito a opera di un falegname francese per il re di Francia Luigi XI, il quale era appassionato di questa nuova disciplina che all’epoca era appannaggio solo delle classi aristocratiche. Il tavolo realizzato dal falegname era ricoperto da un panno di stoffa verde, considerato riposante per gli occhi di coloro i quali si accingevano a giocare, a volte anche per lassi di tempo molto lunghi.

biliardo storia

All’ inizio il gioco consisteva di spingere, con l’ausilio di aste in legno rudimentali, delle biglie in avorio in apposite buche posizionate ai quattro angoli del tavolo da gioco. Col passare degli anni tutto è andato perfezionandosi. Così le aste in legno si sono trasformate in stecche professionali, con la più grande innovazione determinata dal gesso, applicato sul “cuoietto” presente sull’estremità anteriore della stecca, per diminuire l’attrito nell’impatto della stecca con la biglia; l’avorio per la fabbricazione delle biglie è stato sostituito da materiali sintetici più resistenti e con impatto ambientale pari a zero; il biliardo è stato privato delle buche e munito di un “castello” costituito da piccoli birilli al centro del tavolo stesso. La nascita del gioco con l’impiego dei birilli è denominato “all’italiana”, nome che toglie ogni dubbio riguardo a quale Paese ne possa rivendicare la paternità.

La diffusione del gioco del biliardo ha trovato la sua età dell’oro nel secolo scorso, quando si è prepotentemente affermato in tutte le realtà sociali ed economiche del nostro territorio e delle altre

nazioni. Nel 1968 si costituirà la prima organizzazione federale, la F.I.A.B(federazione italiana amatori biliardo), riconosciute in seguito anche dai comitati olimpici nazionali.

La De Marinis Biliardi vi augura un buon biliardo e Vi chiede di condividere questa pagina sui social per far conoscere il più possibile il meraviglioso mondo del biliardo sportivo 5 e 9 birilli.

Articolo scritto da Giovanni Forino