In ricordo di Franco Del Giudice

Era amante delle poche parole perché a lui piacevano i fatti, sempre rispettoso ed educato con tutti, mai un parola fuori posto, quando parlava era solo per dire qualcosa di vero.
Aveva 66 anni Francesco Del Giudice, era nato il 7 Novembre 1953 a Terizigno, (NA).

Aveva iniziato a giocare attorno ai 20 anni, subito dopo il servizio militare, era giovane ed aveva voglia di imparare ed emergere.
Proprio quella voglia lo porterà ad essere considerato uno dei giocatori più rappresentativi di tutta la Campania.

Negli anni ‘80 e ‘90 raggiungerà la vetta delle classifiche biliardistiche, farà parte dei Master, la massima categoria dell’epoca, che raggruppava i giocatori più forti di tutt’Italia, giocherà con quei giocatori che negli anni ‘90 hanno scritto pagine importantissime per il biliardo moderno, si parla, per esempio: di Gomez, Di Giancone, di gente che all’epoca era veramente forte, prima di fermarsi per svariati anni a causa di problemi fisici, salvo poi riprendere per qualche anno partecipando a diverse gare regionali, ottenendo buoni risultati, tra i quali risalta il primo posto ottenuto a Giugliano in Campania e la semifinale a Sant’Antonio Abate al C.S.B Fioravante Vecchione.

E a fare da contorno a tutto ciò, quella profonda amicizia che lo legava a Paolo Diomajuta, suo amico di mille avventure e a Peppino Consagno, suo amico anche quando giocavano contro, perché la stima tra i due andava al di là di qualsiasi altra cosa.


Una vita passata tra famiglia, lavoro di vigile urbano e biliardo, di cui era profondamente innamorato.

Il ricordo del figlio Alessandro, anche lui appassionato di biliardo, è commosso:
“Non riesco a non collegare la figura di mio padre al biliardo. Al di là della professione. Ha passato anni a giocare con i più forti e ad essere sempre al centro della scena.

Non potrò mai dimenticare le tante gare a cui ha partecipato, non potrò mai dimenticare quella semifinale di una gara Nazionale tra lui e Nestor Gomez ad Ottaviano o quel quarto di finale fino all’ultimo tiro contro Peppino Consagno a Ripi (FR), tra l’altro una gara particolare perché organizzata all’aperto, con Peppino che chiuse una partita di mancino.


Ecco, queste sono solo alcune delle tante avventure che ho vissuto con lui.
Quelli però erano altri tempi.

In quel periodo si aveva rispetto non solo per il giocatore, ma anche e sopratutto per l’uomo. Era un modo diverso di vedere il biliardo.

C’era stima tra tutti i più forti, sopratutto a livello umano, era un rapporto che andava al di là della semplice sfida biliardistica, al di là di vincere o perdere.

Esisteva cioè rispetto reciproco tra tutti i giocatori perché i rapporti umani venivano prima di un’eventuale sconfitta o vittoria, oggi forse le cose sono un po’ cambiate.

Quei valori, oggi, sono forse passati in secondo piano. Queste avventure io non le dimenticherò mai, proprio come non dimenticherò mai tutti gli insegnamenti che mio padre mi ha trasmesso nel corso degli anni”.

È stato uno dei massimi esponenti del biliardo campano degli anni ‘90, godeva di un certo rispetto da parte di tutti i giocatori di biliardo sia per il giocatore che era, ma sopratutto per la persona che era “Sono contento di quanto mio padre venga apprezzato anche oggi che c’è non più.

Un grande ringraziamento voglio farlo ad Aniello Marchesano, Nicola Calderisi e a Fioravante Vecchione per le belle parole di conforto avute nei miei confronti, che mi hanno fatto capire l’affetto che nutrivano nei miei confronti e nei confronti di mio padre”.

Franco Del Giudice se ne è andato ad inizio gennaio, lasciando un vuoto incolmabile sia nei suoi cari, e nel mondo del biliardo, ma il suo ricordo non andrà mai via, quello resterà per sempre nella memoria di tutti gli appassionati di biliardo, perché del resto, proprio come dice Alessandro, se pensi al biliardo, allora non puoi non pensare anche a Franco Del Giudice, che del biliardo ha scritto pagine semplicemente bellissime e che era esponente di un biliardo i cui valori forse oggi si stanno perdendo ma che forse è necessario recuperare per riscoprire la bellezza di questo meraviglioso gioco.