Il coronavirus ferma il biliardo

Il coronavirus ferma il biliardo, è infatti da marzo che nessuna manifestazione ufficiale può essere disputata, è stato rimandato il campionato europeo che si sarebbe dovuto giocare a maggio di quest’anno e per la prima volta non si terranno neanche i campionati italiani delle varie categorie.

A risentire molto di questo stop sono state le sale di biliardo che, chiuse da inizio marzo, hanno registrato sicuramente delle perdite ma sopratutto una riapertura a tratti “strana”.
Le varie sale hanno aperto in periodi di tempo diversi, questo è dipeso dalla regione in cui si trovava la sala e quindi dalla diffusione del virus in quella regione.

Per poter giocare in sala è infatti obbligatorio l’uso della mascherina, cercare di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro e lavarsi spesso le mani, per esempio con acqua e sapone, con la sala che dovrebbe sanificare l’ambiente per renderlo sicuro.

Le sale, che hanno riaperto da circa due mesi, stanno registrando una ripresa non troppo semplice, dovuta sia a difficoltà nel far rispettare le varie regole, ma anche dal numero di giocatori non troppo elevato che si reca giorno per giorno in sala a giocare.

C’è infatti il timore, fondato, di andare in un luogo chiuso in cui possano essere presenti moltissime persone, alcune delle quali non sempre indossano la mascherina, o comunque non sempre la indossano correttamente.

Inoltre, con la sospensione delle varie manifestazioni sportive fino a settembre/ottobre del 2020, manca anche lo stimolo di allenarsi per poter partecipare ad una gara o comunque ad una manifestazione sportiva di un certo livello.

La cosa certa è che l’unico modo per poter sperare in una ripartenza veloce è che tutti possano rispettare le regole che sono state imposte a livello nazionale, in modo che possano essere scongiurate le ipotesi di una nuova chiusura che sarebbe davvero molto più dannosa della prima per l’intera economia nazionale.